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OverviewPrima di addentrarci nelle 100 qualità, è necessario porre una premessa. Cosa intendiamo per virtù? Cosa significa, dopotutto, essere virtuosi? La parola ""virtù"" ha la sua radice nel latino * virtus* , che originariamente designava la forza, la potenza e l'eccellenza proprie di un uomo ( *vir *). I Greci, prima di noi, usavano il termine *areté* , che può essere tradotto come ""eccellenza"" o ""realizzazione di uno scopo"". Per un greco antico, la virtù non era qualcosa di separato dalla vita concreta: l' *areté * di un cavallo era correre bene; l' *areté* di un occhio era vedere bene; l' *areté* di un essere umano era vivere bene, realizzare pienamente la propria natura. Questa prima comprensione ci fornisce già un indizio importante: essere virtuosi non significa seguire un insieme arbitrario di regole imposte da un'autorità esterna. Piuttosto, significa realizzare la propria natura nel miglior modo possibile. Significa prosperare come esseri umani. Aristotele, il grande filosofo greco, dedicò una delle sue opere più importanti, l'Etica Nicomachea , a indagare ciò che rende la vita umana eccellente. La sua conclusione fondamentale è che la virtù è una disposizione acquisita ad agire secondo la retta ragione. In altre parole, essere virtuosi significa avere un carattere tale che, naturalmente, quasi spontaneamente, tendiamo a fare il bene. Per Aristotele, la virtù non è innata. Nasciamo con la capacità di diventare virtuosi, ma questa capacità si concretizza solo attraverso la pratica. Proprio come impariamo a suonare uno strumento suonandolo, impariamo a essere giusti agendo con giustizia, a essere coraggiosi agendo con coraggio, a essere temperanti esercitando l'autocontrollo. La virtù, quindi, è un'abitudine, ma non nel senso meccanico del termine. È un'abitudine intelligente, una seconda natura che acquisiamo attraverso scelte ripetute. L'uomo virtuoso non agisce correttamente per caso o per coercizione, ma perché è diventato quel tipo di persona. Un altro aspetto fondamentale della visione aristotelica è l'idea della ""via di mezzo"". Ogni virtù rappresenta l'equilibrio tra due estremi viziosi: uno di eccesso, l'altro di carenza. Il coraggio, ad esempio, è la via di mezzo tra codardia (carenza) e temerarietà (eccesso). La generosità si colloca tra avarizia (carenza) e prodigalità (eccesso). La pazienza si colloca tra rabbia (eccesso) e passività (carenza). Essere virtuosi, quindi, richiede discernimento: la capacità di trovare, in ogni situazione concreta, l'esatto punto di equilibrio. Aristotele la chiamava phronesis , saggezza pratica, prudenza. È l'intelligenza applicata alla vita morale. Senza di essa, le virtù possono diventare cieche; con essa, diventano precise e appropriate a ogni circostanza. La tradizione stoica, a sua volta, ha aggiunto un'enfasi importante: la virtù è l'unico vero bene e il vizio l'unico male. Le circostanze esterne - ricchezza, povertà, salute, malattia, fama, anonimato - sono ""indifferenti"". Non diventiamo migliori o peggiori a seconda che le abbiamo o meno. Ciò che conta è come le affrontiamo, come reagiamo agli eventi che la vita ci presenta. Per gli stoici, una vita virtuosa è una vita vissuta in armonia con la natura - la natura del cosmo e la natura razionale dell'umanità. Significa accettare serenamente ciò che non possiamo controllare e agire con eccellenza in ciò che dipende da noi: i nostri giudizi, le nostre scelte e le nostre azioni. Full Product DetailsAuthor: Samuel Cavalcanti CostaPublisher: Independently Published Imprint: Independently Published Dimensions: Width: 15.20cm , Height: 0.70cm , Length: 22.90cm Weight: 0.181kg ISBN: 9798250883627Pages: 128 Publication Date: 05 March 2026 Audience: General/trade , General Format: Paperback Publisher's Status: Active Availability: Available To Order We have confirmation that this item is in stock with the supplier. It will be ordered in for you and dispatched immediately. Language: Italian Table of ContentsReviewsAuthor InformationTab Content 6Author Website:Countries AvailableAll regions |
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